Camerino a Tipicità- Turismo solidale e “vincisgrassi alla Corridoni” per la rinascita
Anche quest’anno Camerino partecipa a Tipicità Giunta alla venticinquesima edizione la manifestazione prenderà il via sabato 4 marzo a Fermo, per concludersi il giorno 6
Nel padiglione del Fermo Forum un viaggio nel gusto coniugato al futuro per un lungo week end a contatto con i sapori,con le propostre turistiche e il meglio del Made in Marche a confronto con altre realtà italiane ed estere
E Camerino ci sarà, per dimostrare ancora una volta, tutta la sua forza di reagire per la rinascita di un territorio. “ La città e il suo territorio- afferma il capogruppo di maggioranza consigliere Alberto Pepe- avevano già partecipato alle due passate edizioni e l’amministrazione comunale ha voluto essere presente anche e soprattutto quest’anno, non solo per far capire a chi andrà a visitare questo evento di carattere nazionale, che Camerino c’è e continua a vivere nonostante tutto, ma anche per dare un messaggio di turismo solidale. E’ l’invito rivolto a tutti di venire a trovarci per conoscere le nostre realtà che continuano ad esistere, a muoversi e a progettare. Valorizzeremo dunque i molteplici eventi che le varie associazioni da sempre portano avanti e che contribuiscono ad impreziosire la città, come “Cortili in fiore”, la “Corsa alla Spada”, la “Cena in bianco” e, insieme a questi, tutte le attività commerciali che ci contraddistinguono. Anzi- aggiunge Alberto Pepe- è mio motivo personale di orgoglio l’aver preso nota che tutte le associazioni, nonostante la delicata situazione, sono animate dalla volontà di continuare a portare avanti tutte le iniziative e, stessa determinazione - continua il consigliere- ritroviamo nelle nostre peculiari attività commerciali e produttiveche, soprattutto oggi, possono presentarsi con una valida offerta a chi avrà voglia di venire a vedere il nostro territorio. Tra l’altro- aggiunge Alberto Pepe- la cena di gala, organizzata dall’ente promotore di Tipicità, vedrà come chef il presidente dell’associazione Corsa alla Spada Giuseppe Corridoni il quale si esibirà nella preparazione dei vincisgrassi. Coadiuvato dal personale dell’agriturismo Le Cortine, che insieme a tante attività del settore tanto hanno dato nell’emergenza in termini di ricettività e collaborazione con il comune, Giuseppe Corridoni sfornerà il piatto tipico per eccellenza delle nostre zone. Felici di questa presenza - anche perché, è da questa straordinaria capacità di reagire che trae forza l’amministrazione comunale. Di fronte al dramma - conclude Pepe- i nostri cittadini stanno dimostrando una incredibile energia e questo, è motivo di vanto”.
Porte aperte in Unicam. L'ateneo si prepara ad accogliere centinaia di studenti di scuole superiori
Già 600 gli studenti delle scuole superiori registrati
Tutto pronto in Ateneo per accogliere le centinaia di studenti del quarto e quinto anno degli istituti superiori che venerdì 3 marzo verranno a conoscere l’Università di Camerino in occasione di “Porte Aperte in UNICAM”,ilconsueto appuntamento con l’iniziativa di orientamento alla scelta universitaria
Sono infatti già circa 600 gli studenti provenienti sia dalla Regione Marche che da altre Regioni, che hanno effettuato la registrazione.
Nel corso della manifestazione, la cui organizzazione è curata dalla Commissione dei delegati e del Servizio Orientamento dell’Ateneo, docenti, ricercatori, professionisti, studenti universitari e personale Unicam, saranno a disposizione dei partecipanti per ogni approfondimento ed informazione.
“Siamo fermamente convinti – sottolinea la prof.ssa Valeria Polzonetti, Delegata del Rettore alle attività di Orientamento – che questa giornata dedicata alla scelta del proprio percorso universitario rappresenti un appuntamento importante per conoscere da vicini il nostro Ateneo, i corsi di laurea ed i loro sbocchi professionali, attraverso un confronto diretto con docenti, tutor e personale dei servizi dell’Ateneo. I ragazzi che interverranno avranno quindi anche l’opportunità di chiarire dubbi o aprire riflessioni, di assistere a dimostrazioni, piccoli esperimenti e simulazioni e soprattutto di iniziare a ‘costruire il proprio futuro’”.
Le registrazioni dei partecipanti inizieranno alle ore 9.00 presso il Polo Didattico del Campus universitario in Via D’Accorso, seguiranno poi fino alle ore 13.00 tutte le attività previste dalle Scuole di Ateneo.
Presso il Campus universitario sarà possibile incontrare docenti e studenti della Scuola di Giurisprudenza e della Scuola di Architettura e Design.
Sarà invece possibile seguire tutti i seminari e le attività laboratoriali della Scuola di Bioscienze e Medicina veterinaria e della Scuola di Scienze del farmaco e dei prodotti della salute presso i laboratori didattica in Via Gentile III da Varano, 5.
Il polo di Geologia ospiterà invece i docenti e gli studenti dei corsi di laurea della Scuola di Scienze e Tecnologie.
Il programma dettagliato è disponibile nel sito http://orientamento.unicam.it
Unicam - Ricostruzione e futuro si incamminano con il progetto Shoevalley. Firmato l'accordo
Firmato a Camerino nella sede del rettorato dell’ateneo, l’accordo di collaborazione tra Unicam e Shoevalley per l’istituzione di un centro di eccellenza legato al settore calzaturiero marchigiano.Ad illustrare i dettagli dell’accordo sono stati il prorettore vicario di Unicam prof. Claudio Pettinari, il consulente di marketing Walter Jr. Cassetta e Ubaldo Malvestiti di Shoevalley.
“La firma di questo accordo quadro mi dà un’emozione forte- ha esordito il prorettore Pettinari- Una settimana dopo il sisma Ubaldo Malvestiti ha espresso il suo desiderio di fare qualcosa di significativo per la vallata del Chienti e per l’università di Camerino. Subito siamo entrati in contatto e mi ha presentato il progetto Shoevalley, che si può definire unico al mondo. E’ una progettualità sulla quale Unicam conta molto anche per gli effetti positivi sulla nostra valle e il territorio tutto.
Shoevalley - ha spiegato Pettinari -dovrebbe svilupparsi in due fasi integrate o distinte, anche se a noi piacerebbe vederle strettamente integrate. La prima fase prevede la creazione di un monoprodotto, la Premium sneakers, scarpa confezionata con materiali e tecnologie innovative. Saranno persone del territorio a realizzarla in maniera liberale, mettendo a disposizione un po’ del loro tempo, un po’ del loro materiale, un po’ dei loro soldi. La calzatura senza marchio, prodotta esclusivamente per Unicam, verrà poi donata all’università di Camerino che, grazie ad essa, attiverà, a sua volta una raccolta di crowfunding. La Sneaker Premium in vendita solo sul web ( www.shoevalley.it), attraverso l’iniziativa di crowfunding potrà essere acquistata e indossata da chi vorrà sostenere Unicam e la ricostruzione. La donazione sarà a vantaggio completo di Unicam che ne usufruirà per risolvere le sue problematiche derivanti dal sisma.
Di assoluto rilievo però - ha aggiunto il prorettore- la second fase del progetto nella quale ci siamo immediatamente tuffati e che è quella di creare la Shoevalley che non potrebbe esistere senza un Centro di Ricerca e Sviluppo per il settore della calzatura. E in questo- ha sottolineato- l’università di Camerino con le sue 5 scuole può dare un importante contributo; la Scuola di Giurisprudenza può occuparsi di marketing, la Scuola di Architettura e Design fornire competenze sul design e sull’ecodesign, la Scuola di Biologia e Medicina Veterinaria offrire informazioni su fibre e su biomateriali, quella di Scienze e Tecnologie un contributo per la progettazione di nuove tecnologie per la calzatura e la Scuola di Scienze del Farmaco può dare un apporto nel settore della meccanica. Fin da subito dunque, le persone che in questa terra lavorano nel settore della calzatura saranno a fianco dei nostri ricercatori i quali , a loro volta, potranno dare un senso alle loro ricerche mettendo mano direttamente al prodotto calzaturiero”.

E’ stato poi il consulente di marketing Walter Jr. Cassetta a illustrare nel dettaglio il progetto Shoevalley.
“Due le fasi del progetto partendo dal crowfunding e dalla raccolta di risorse economiche finalizzate al sostegno per la ricostruzione dell’ateneo e allo sviluppo del centro di ricerca, attraverso il monoprodotto che diventa in un certo senso il simbolo dell’expertise della Shoevalley, eccellenza già esistente nel territorio e veicolo per raccontare il progetto Shoevalley nella sua interezza. Da un lato dunque, la finalità economica, dall’altro il veicolo di comunicazione. Del resto è proprio nel dna del crowfunding la caratteristica di aiutare già prima che un progetto prenda forma e nel contempèo aiutare a raccogliere risorse. La peculiarità del progetto è che viene fatto attraverso le persone; coloro che vi parteciperanno tra lavoratori, imprenditori e non, attraverso il loro lavoro, fornendo materie prime o investendo denaro, contribuiranno alla realizzazione del proramma. L’idea di una progettualità concentrata sulle persone serve a riportare l’attenzione sul territorio e sulle persone, l’uno e le altre, spesso divisi da interessi particolari, per prendere consapevolezza che solo attraverso ricerca e innovazione è possibile creare valore diffuso per le persone. Valore diffuso per chi opera nel settore della filiera e per tutti gli attori, con l’obiettivo finale di un lavoro sempre più qualificato. .
La seconda fase è la creazione di un Centro permanente di Ricerca e Sviluppo; Shoevalley infatti- ha spiegato Cassetta- prende le mosse dalla Silicon valley. Gli imprenditori americani che arrivano ad acquistare scarpe nel nostro teritorio ci identificano come la Shoevalley, perché simo unici nel creare un certo tipo di calzatura (soprattutto la sneaker di fascia alta Premium) e prodotti di moda pensati nella maniera più trasversale. Senza atenei e centri di ricerca di assoluto valore mondiale- ha proseguito il consulente- la silicon Valley non sarebbe il posto dove si crea il prodotto economico più alto al mondo, per cui, non può esistere una Shoevalley senza un centro di ricerca che, a livello applicato, possa essere il riflesso di tutte le tecnologie che si possono sviluppare, nelll’innovare il prodotto calzatura. L’obiettivo è dunque quello di realizzare qualcosa che non c’è, nell’interesse di tutti, attraverso la creazione di un motore capace di generare valore in maniera diffusa. Shoevalley può aiutare le aziende a sviluppare tecnologia, know how, formare le menti che a loro volta porteranno valore dentro le aziende. Un valore vero, soprattutto per le generazioni future
“Uno dei motivi che mi ha spinto verso Unicam- ha affermato Ubaldo Malvestiti- è stata la visita alla Conceria del Chienti dove ho scoperto un laboratorio di analisi dei materiali dell’università di Camerino. La presenza di un laboratorio universitario all’interno di un’azienda mi ha fatto capire la sinergia dell’ateneo con il territorio e il suo creare valore, controllo e qualità, ovvero le condizioni per quell’azienda di poter eccellere nel proprio campo. E’ lì che mi è balenato l’aggancio con l’Università di Camerino- ha concluso Malvestiti-; è stato il metodo dell’ateneo che mi ha attratto, suggerendomi un contatto. Avere un laboratorio di materiali all’interno di un’azienda e sapere quale risultato avranno quei materiali nel tempo, credo sia un’importante innovazione”.

"Da Unicam le basi per un solido futuro"
Lettera aperta degli ex rettori dell'Università di Camerino Fulvio Esposito, Ignazio Buti, Mario Giannella, Roberto Marassi ai cittadini delle aree colpite dal sisma e a quanti operano all'interno di Unicam. In essa gli ex rettori chiedono che si faccia “un balzo in avanti” e che “l'università vada a costruire un solido futuro”.
La nostra comunità ha subito in questi mesi colpi durissimi, per risollevarci dai quali serve il contributo di tutti, con uno sforzo di intelligenza e creatività capace di tracciare nuove e innovative traiettorie di sviluppo per il territorio e per la nostra Università.
Non possiamo infatti nasconderci che il terremoto, pur nella sua natura di evento fuori dell’ordinario, è intervenuto su una realtà socio-economica che da lungo tempo viveva e vive una situazione di fragilità.
Non è per caso che, nel 2015, è stata elaborata dal Governo una ‘Strategia Nazionale per le Aree Interne’, finalizzata ad affrontare le criticità che affliggono più della metà della superficie nazionale e che, per il suo impatto sociale ed economico, sta diventando paragonabile alla storica Questione Meridionale.
Il nostro territorio soffre di queste criticità; bastino ad indicarlo poche cifre: in 40 anni, dal 1971 al 2011, la popolazione è diminuita del 24%; in soli 10 anni, dal 2001 al 2011, le imprese sono diminuite del 7% e gli addetti del 6%.
Dunque la ricostruzione, nella quale stiamo impegnando tutte le nostre energie, sarebbe resa vana dall’assenza di un programma di sviluppo credibile, sostenibile, di successo: le case che stiamo ricostruendo dovranno essere abitate, le imprese dovranno tornare attive e produttive, i musei visitati, le chiese frequentate, le aule, le biblioteche, i laboratori pieni di studenti e di ricercatori…
Come raggiungere questo obiettivo?
Non crediamo che ci sia qualcuno che ha a disposizione - francamente non crediamo nemmeno che esista - un programma ‘chiavi in mano’.
Crediamo però che ci sia un metodo. Un metodo che parta dall’ascolto delle comunità, in particolare di quelle più colpite dagli eventi sismici. Un metodo che sappia elaborare saperi e tradizioni, speranze ed intuizioni e sappia declinarli in funzione di riferimenti globali che possono apparire lontani (ad esempio la ‘digitalizzazione’), ma rispetto ai quali non possiamo restare indifferenti, pena la definitiva, irreversibile marginalità.
In questo processo di interpretazione e traduzione delle vocazioni territoriali nelle lingue del nuovo paradigma tecnologico, la nostra Università, universale sì, come il nome la designa, ma attenta da sempre al suo territorio, può avere un ruolo decisivo.
I friulani, provati come noi da un sisma distruttivo nel 1976, appena avviata la ricostruzione, promossero una raccolta di firme per chiedere l’attivazione di un’università, istituzione di cui quel territorio era privo. La petizione ebbe successo (125.000 firme) e, nel 1978, venne fondata l’Università di Udine, che ha dimostrato negli anni, insieme all’Università di Trieste, il suo ruolo di potente leva per lo sviluppo di tutta una Regione e non solo.
Noi l’Università l’abbiamo dal 1336. Un’Università che, tra tante difficoltà, ha mantenuto con dignità il suo posto nel sistema nazionale, ha saputo restare allineata con i processi di necessario cambiamento e talvolta li ha anticipati.
Oggi serve un nuovo balzo in avanti e in alto.
Serve una rinnovata energia da trasmettere, attraverso frequenti occasioni d’incontro, alle 131 comunità di cittadini che, con caparbio coraggio, sono rimasti a presidiare i loro luoghi o che, dolorosamente, se ne sono dovuti momentaneamente allontanare. Il nostro compito dev’essere quello di fornire informazioni autorevoli ed affidabili e di raccogliere idee e suggestioni che innestino nel processo di ricostruzione urbanistica gli elementi per una rigenerazione sociale ed economica del territorio.
Occorre che tutte le persone di buona volontà che operano nell’Università di Camerino, che bene hanno compreso le difficoltà del momento ed alacremente stanno operando per superarle, intraprendano all’interno una fase di franca discussione per progettare nuovi percorsi che aprano prospettive di sviluppo, senza rinnegare nulla della propria storia, ma con la serena consapevolezza che la storia, da sola, non garantisce il futuro.
Occorre alzare lo sguardo, stringendo rapporti con chi è animato da sincera volontà di collaborazione e si confronta con problemi simili ai nostri; ad esempio, con le Università dell’Appennino, tutte localizzate in zone ad alto rischio sismico, tutte chiamate a trovare soluzioni intelligenti alle criticità proprie delle ‘aree interne’.
Occorre andare ancora più lontano, verso paesi dove le competenze presenti nella nostra Università possono promuovere processi di sviluppo e verso paesi dai quali possiamo importare nuove e feconde competenze di cui siamo carenti.
In questo modo pensiamo che l’Università di Camerino possa costruire un solido futuro, che coinvolgerà la Città che ad essa dà il nome, il complesso delle aree interne, l’intero paese e, soprattutto, i suoi giovani.
Sisma- 6500 posti disponibili negli alberghi. Assessore Pieroni ringrazia albergatori ed ANCI
ISMA: DISPONIBILITA' DI 6.500 POSTI NEGLI HOTEL - ASSESSORE PIERONI RINGRAZIA ALBERGATORI ED ANCI
A fronte dei 5400 sfollati che oggi risiedono negli alberghi la Regione Marche ha ricevuto una disponibilità di posti per 6500 alloggi da parte degli albergatori. “Voglio ringraziare tutte le associazioni di categorie e l’Anci per la collaborazione – spiega l’assessore Moreno Pieroni – nel corso di queste settimane è stato fatto un grande lavoro anche dagli uffici regionali. Mercoledì chiuderemo questa prima fase e passeremo a convocare i sindaci delle comunità colpite dal sisma per concordare e condividere con loro e i cittadini ogni passo, ogni decisione che prenderemo cercando di limitare al massimo i disagi e gli spostamenti. Fino ad ora gli alberghi hanno incassato oltre 16 milioni di euro”.
Sanità Marche- Siglato accordo su fondi contrattuali
E’ stato siglato a palazzo Raffaello un accordo su fondi contrattuali e politiche del personale, stretto tra giunta regionale, enti e aziende del servizio sanitario e organizzazioni sindacali del comparto e della dirigenza. L’accordo è stato raggiunto al termine di un complesso e proficuo lavoro di confronto tra Regione, Asur, Aziende e organizzazioni sindacali e – ha sottolineato il presidente Luca Ceriscioli - mette a disposizione delle Aziende sanitarie gli strumenti per gestire le attività e la programmazione nei tempi dovuti”.
“È il secondo anno consecutivo – ha affermato il presidente – che a livello nazionale, grazie al contributo delle Regioni, riusciamo ad avere a disposizione il fondo in tempi utili e ciò consentirà di portare avanti correttamente tutte le procedure. Come giunta abbiamo già approvato gli obiettivi e anche il piano assunzioni è nato sotto la spinta forte della parte politica. Tutto questo permetterà di gestire al meglio la congruità tra i percorsi e i bisogni effettivi. Si tratta – ha proseguito il presidente - di un accordo cerniera tra la gestione passata e le riforme future. Per non perdere risorse avremo bisogno di una visione unitaria. Non sarà possibile, ovviamente, sanare tutto, ma la firma di oggi ci offre sicuramente un percorso che ci garantirà di migliorare l’intero sistema”.
Il protocollo prevede che la metà dei risparmi che le aziende otterranno attraverso i piani di razionalizzazione della spesa potrà essere dedicata alla incentivazione del personale. A ciò si aggiunge la riapertura di un tavolo all'interno delle Aziende, sulla verifica dei fondi contrattuali nella prospettiva della omogeneizzazione, in particolare delle aree vaste.
Parere sostanzialmente positivo delle organizzazioni sindacali, che, pur con la questione ancora aperta dei tagli statali del decreto Tremonti del 2010, riconoscono nell’accordo un importante strumento consegnato alle rappresentanze dei lavoratori per la contrattazione nei posti di lavoro.
Truffatore seriale a Fabriano. Salgono a 12 i raggiri online di un 20enne del luogo già arrestato
Nonostante l’arresto operato circa 10 giorni fa a carico di un giovane fabrianese colpevole di truffa aggravata, on line, gli agenti del Commissariato di P.S. di Fabriano non hanno mai interrotto tutte le indagini per risalire ad altre possibili vittime incontrate via web dal 20enne e dalle truffe che potevano viaggiare ancora su internet.
Intuito infallibile che ha portato sabato mattina ad individuare una nuova vittima del truffatore seriale: un uomo residente nella provincia di Potenza che aveva venduto al marchigiano un cellullare I Phone di ultima generazione.
Anche lui, come la giovane toscana, dopo aver pattuito la somma di euro 115,00, attendeva invano che gli venisse accreditato quanto stabilito.
La tecnica, infatti, era sempre la stessa: il giovane truffatore inviava al venditore una finta ricevuta, questa volta un bonifico bancario riprodotto alla perfezione anche nei dettagli, e chiedeva la spedizione immediata dell’oggetto acquistato.
L’ignara vittima convinta dell’accredito provvedeva a spedire il cellulare: ma, dopo aver atteso alcuni giorni senza avere un riscontro in banca di quanto avesse guadagnato con la vendita, intuiva di essere cascato in una truffa.
Immediatamente si presentava presso la Questura di Potenza per sporgere una denuncia.
Ricevuta la segnalazione dalla Basilicata, i poliziotti del Commissariato di Fabriano hanno intercettato ancora una volta il vettore della spedizione riuscendo a bloccare la consegna.
L’imballaggio del cellulare riportava chiaramente le generalità del mittente riconducibile al denunciate di Potenza e il recapito dell’ormai noto truffatore fabrianese.
Con questo episodio, salgono a 12 le truffe aggravate di cui dovrà rispondere il 20enne già in stato di arresto.
L'arcivescovo Brugnaro visita le monache Benedettine accolte ad Assisi
L’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro ha fatto visita alle suore benedettine di San Ginesio ospitate, a seguito dell’inagibilità del loro convento, presso il monastero delle Benedettine di San Giuseppe di Assisi, dove sono state fraternamente accolte dalla Badessa Madre Mariangela.

Anche le otto consorelle sfollate sono il simbolo del dramma del terremoto e la presenza del loro pastore dà continuità all’impegno divicinanzasolidale. “ Le ho trovate molto contente e ben inserite con affetto nella comunità – ha affermato l’arcivescovo- ; non mi hanno nascosto la loro preoccupazione per il monastero che hanno dovuto lasciare, in quanto fortemente lesionato, ma le ho rassicurate sulla messa in sicurezza del loro convento e della chiesa che seguiremo con attenzione ”. Nell’occasione Brugnaro ha voluto salutare e ringraziare personalmente mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi Nocera Umbra Gualdo Tadino.
“Lo stesso Sorrentino - ha riferito l’arcivescovo - si è detto felice della vicinanza e condivisione tra monasteri, dello stare insieme e condividere la fatica e la fraternità della preghiera e della vita di clausura . Da parte loro le suore assicurano quotidianamente la preghiera per la comunità di San Ginesio e sono contente di essere informate tramite il settimanale diocesano l’Appennino camerte”
La proposta di un architetto per Camerino
No tax Area e ricostruzione del tessuto sociale e di tutte le attività che erano presenti prima nel centro storico. E’ l’idea di Fulvio Santoni, tecnico professionista con una lunga esperienza di lavoro nel sisma del 1997, per la rinascita di Camerino. A quattro mesi dalle scosse di ottobre, più di una preoccupazione sconvolge le menti di amministratori e cittadini, comunque reattivi . Fortemente legato alla città ducale,l’architetto Santoni, propone la costruzione di un duplicato della città fuori dalle mura per non perdere l’identità
“ Camerino è una città particolare e diversa rispetto ai centri anche vicini - afferma l’architetto - ; ha delle sue peculiarità, una sua storia e un centro storico che a mio avviso ha subìto anche delle deturpazioni, come edifici a ridosso delle mura antiche che non brillano per bellezza. Bisognerebbe dunque cogliere l’occasione di risistemare le situazioni discutibili e soprattutto preservare un tessuto sociale ed economico e, nel tempo che servirà per la ricostruzione mantenere tutte le attività commerciali. La mia idea- spiega Santoni – è quella di creare nelle immediate vicinanze della città (nello specifico nella zona dei quartieri che vanno da Vallicelle –Conce a San Paolo-Madonna delle Carceri), delle piccole aggregazioni residenziali che uniscano contemporaneamente abitazioni, servizi, negozi, al fine di ricreare delle piccole comunità. Tale programmazione urbanistica, di pari passo con gli sgravi fiscali della “No tax Area”– continua l’architetto- potrebbe significare per Camerino un incremento delle attività economiche e della popolazione che, dagli attuali 7 mila potrebbe salire a 12 – 13 mila abitanti.
L’obiettivo della proposta è dunque quello di preservare cultura e tradizioni, mantenendo viva la città sotto l’aspetto abitativo e residenziale e, soprattutto, conservando la vitalità di tutte le attività, in molti casi dal valore inestimabile, in quanto, artigianalità inesistenti in altre realtà cittadine. I tempi della ricostruzione saranno relativamente brevi ma noi - sottolinea l’architetto- dobbiamo prendere ancora più tempo; solo così saremo sicuri di garantire una ricostruzione seria. La manodopera delle ditte non è quasi mai specializzata perciò, bisogna dare tempo alle ditte di organizzarsi, di assumere personale specializzato e soprattutto di avere finanziamenti giusti per poter procedere con interventi sicuri. Se col sistema attuale riusciamo a garantire solo un 40 -50 per cento di miglioramento sismico- prosegue Santoni- vorrà dire che al prossimo terremoto ci ritroveremo punto e a capo. Sono dell’avviso che le due cose combinate insieme permetterebbero di mantenere un tessuto sociale, attività commerciali e comunità in piedi, garantendo anche una crescita a livello demografico ma principalmente, assicurerebbero qualità nella ricostruzione. Ragionando in questo modo credo che per Camerino riusciremo ad ottenere una ricostruzione modello per il centro storico; potremmo pensarvi anche un Campus universitario e delle zone pedonali, in modo da farlo diventare un piccolo gioiello e un esempio per tutta l’Europa. E’ la mia idea di programmazione per guardare avanti e mi rendo conto che per essere condivisa necessiterà di una forte spinta; è per questo motivo che faccio appello a tutti i cittadini camerti e all’amministrazione”.
Carla Campetella
Filo diretto con il sindaco: Scuole- Puntellamenti zona rossa- casette- manutenzione strade
E’ partito dalle scuole il sindaco Gianluca Pasqui nel dare inizio alla sua seconda trasmissione sulle frequenze di Radioc1inblu.
“ Le scuole, motivo di ripartenza per una città che in realtà non si è mai fermata – ha affermato il primo cittadino- sono state sempre argomento di grande attenzione da parte della mia amministrazionePrima del terremoto avevamo già pensato all’istituto Betti come una struttura da rifare, in quanto non rispondente alla normativa sismica prevista dallo stato per la sicurezza degli edifici scolastici. Il sindaco Fanelli prima, il sindaco Conti poi e, parte del mio mandato fino al giorno del terremoto - ha proseguito- non si sono sottratti alla responsabilità di tenere i ragazzi in una struttura che, pur non avendo all’epoca danni, non era tuttavia rispondente ai parametri di massima sicurezza. Il comune di Camerino pertanto era già inserito nel bando nazionale e rientrava in un percorso finanziario che avrebbe dovuto portare a ricostruire la sede dell’Istituto Betti. Partendo da quella problematica, oggi assolutamente amplificata, siamo in grado di dire che Camerino avrà tutte le scuole in perfetta sicurezza. La prima graduatoria degli istituti scolastici che verranno subito ricostruiti- ha spiegato Pasqui- vede il Betti come istituto da finanziare immediatamente. Quanto all’area di riferimento per la sua costruzione si era pensato inizialmente a quella che sta ospitando l’Ipsia, perché l’idea era quella di realizzare un polo scolastico per i più piccoli in zona Le Conce e, un altro per i più grandi, nelle vicinanze del polo di Madonna delle Carceri. A seguito di un colloquio con il dirigente Rosati e dopo un incontro con tutti i docenti si è deciso però diversamente: il Betti sorgerà nell’area dove attualmente è ospitato l’istituto Salvo D’Acquisto. Nessun problema per la scuola dell’infanzia Ortolani, la cui struttura ha subìto un adeguamento sismico; nessun problema anche per l’istituto Salvo D’Acquisto che si sta costruendo con tutti i criteri antisismici, anche se in quella zona, a non lasciarmi molto tranquillo, sono le vie di fuga che non ritengo adeguate per un’affluenza importante di giovani. Grazie però all’ex presidente della regione Marche Giammario Spacca che mi chiamò subito dopo l’evento sismico dicendomi se poteva essere gradita una scuola in donazione e grazie alla Fondazione Aristide Merloni e ad un gruppo americano, probabilmente Camerino riceverà in donazione un altro istituto scolastico. Stiamo cercando di capire con il Ministero se sarà possibile utilizzare proprio questa nuova struttura per gli alunni del Salvo D’Acquisto; dovessimo riuscire nell’operazione – ha osservato Pasqui- potrei dire con soddisfazione di aver realizzato un futuro di sicurezza per tutti i giovani studenti”.
Il discorso è proseguito toccando uno degli argomenti più dibattuti e cioè quello delle procedure farraginose che allungano i tempi degli interventi, quella burocrazia che il sindaco ha definito “ il grande freno “ di ogni azione, tornando a ribadire che “non si può andare a sanare lo straordinario, l’eccezionale e l'emergenza, con norme ordinarie”.
“ Noi sindaci- ha detto- non possiamo esimerci dal rispetto delle leggi ma nel rispetto della legge ordinaria troviamo delle difficoltà per alcune situazioni . Ad esempio- ha spiegato- per riaprire via Seneca e per la necessaria messa in sicurezza dei palazzi dei carabinieri e Paoletti, abbiamo dovuto fare due GTS e, nel secondo, c’è stata la prescrizione di un incarico professionale da affdare con gara, per cui sono trascorsi altri giorni. Altri passaggi obbligatori, il vaglio del progetto da parte della Regione che ha tre giorni per rispondere. Non essendo previsto il silenzio assenso, l’amministrazione comunale deve attendere comunque una risposta che, visto il momento organizzativo particolare, sarà dificile che arrivi in tre giorni. E’ così, gara più gara, più risposte, i giorni passano e mi chiedo perché se ad un sindaco non viene riconosciuta la capacità e la possibilità di andare avanti, non mettono vicino ai sindaci qualche autorità competente, qualche incaricato del governo o responsabile del ministero che riesca a velocizzare il tutto. Se per riaprire una via impiego tre mesi, per riaprire una città quanti ne impiegherò? Si punta poi spesso l'indice sulla Protezione civile per affermare magari che non è intervenuta in tempo- ha continuato Pasqui- ma la Protezione civile sono i professionisti dell'emergenza: come possono curare l'emergenza se debbono intervenire con gare Consip e via dicendo? Questo fa capire che sicuramente c’è qualcosa da rivedere. La mia – ha puntualizzato il sindaco- non vuole essere una critica ma un punto di domanda propositivo, affinchè, laddove vi siano, le eventuali lungaggini vengano superate”. Dopo aver riaffermato la necessità di continuare con una politica condivisa tra università e comune, affinchè il territorio possa guardare avanti in maniera ottimistica, alla domanda rivolta da una ascoltarice relativa alle risultanze delle relazioni presentate dai 10 tecnici sulla zona rossa, il sindaco Pasqui, ha risposto che in base ai risultati presentati lo scorso lunedi, la zona rossa merita 159 azioni di puntellamento, interventi che fanno capire la portata del lavoro da svolgere per un'attività stimata di cirrca sei milioni e mezzo di euro. L’ufficio sta ora valutando da dove iniziare a puntellare e con quali tempistiche.
“ Ritengo che al massimo tra quindici giorni riusciremo a dare i primi segnali sulle tempistiche di riapertura, previa messa in sicurezza della città. Al riguardo- ha aggiunto – al Campo Boario, per consentire l’accesso ad una palazzina di dieci appartamenti, andrà demolito un edificio. In queste ore è in corso la bonifica amianto del tetto e, a breve, potremo riaprire quell’area. Altra messa in sicurezza in atto in via Beata Battista Varano dove, salvo la parte del convento, tornerà la viabilità del passato e il parcheggio tornerà ad essere fruibile. Per palazzo Paoletti e palazzo Carabinieri i lavori sono inziati il 21 febbraio e la ditta si è presa 30 giorni di tempo per ultimarli, dopodichè, potremo riaprire quel tratto di via Seneca”.
Più di 200 i sopralluoghi GTS effettuati alla data di sabato 18 febbraio e, dei circa 90 edifici da verificare sotto tutela Sovrintendenza, ne sono rimasti solo tre o quattro. La prossima settimana si procederà per altri 18 sopralluoghi già richiesti. Quotidianamente dunque si sta andando avanti con passo spedito, anche se, proporzionale alle grandi difficoltà.
Partiti anche i lavori di copertura della parte danneggiata del teatro che, fra un paio di giorni, dovrebbero essere ultimati. Quella della zona rossa è dunque attività che sta procedendo con passo spedito. In previsione lo stesso iter anche per le 47 frazioni e i borghi che- ha detto Pasqui – “sono importanti quanto il centro storico”.. Anche lì le difficoltànon si contano : Sant ‘Erasmo e Arnano sono completamente distrutte; su 60 allevatori danneggiati dal terremoto, 47 hanno abitazione e stalla inagibile. Nove le tende, sei le roulotte, tre i campers e tre le case prefabbrivate che sono stati consegnati nelle frazioni dove si è cercato di aiutare allevatori e agricoltori con azioni di volontariato.che supportassero le loro attività “ Anche per la messa in sicurezza delle frazioni – ha sottolineato il sindaco- abbiamo dunque da portare avanti una strategi”.
Tra i temi della discussione. anche il carcere :“ Con l’amministrazione Conti- ha ricordato il primo cittadino- sembrava vicina per la comunità la possibilità di vedere realizzata la nuova struttura del carcere e si era arrivati all’approvazione dei progetti e anche al finanziamento. Ci eravamo illusi ma tutto si è arenato, anche per questo, ora sono molto più cauto.sulle valutazioni che ci porteranno a riavere questa possibilità. Ma in verità noi non desideriamo qualcosa in più rispetto a quel che avevamo perché il carcere Camerino lo ha già e deve mantenerlo; non si può togliere ad una popolazione terremotata ciò che aveva prima del terremoto e chiunque sarà presidente del Consiglio e avrà ruoli decisionali, non potrà togliere la struttura carceraria della provincia di Macerata. Proprio qualche giorno fa- ha proseguito- ho avuto il piacere di avere a Camerino il direttore del DAP Santi Consolo e dal colloquio sono emerse 2 ipotesi di sostenibilità: l’una è riferita ad un carcere di massima sicurezza 41 bis, l’altra ad una struttura per il recupero dei detenuti, cioè lavori socialmente utili- riabilitativi. Un carcere di massima sicurezza con tutta probabilità potrebbe portare un numero più importante di addetti ai lavori- ha osservato- ma anche l'altra soluzione potrebbe mantenere sul posto più o meno lo stesso numero di dipendenti, occupati nella casa circondariale prima del sisma. Chiaro è comunque che il nuovo carcere non potrebbe essere più ospitato nel centro storico per diverse ragioni. Possibilità per un nuovo carcere dunque ve ne sono e, con moderazione, lavoriamo per vedere quanto prima la partenza del progetto riferito a una delle due ipotesi, sull’area già individuata in precedenza. Sull’una o sull’altra struttura carceraria ho chiesto una valutazione al direttore Consolo, secondo la sua esperienza e anche secondo le caratteristiche funzionali di questo territorio”
L’ultima parte della trasmissione Pasqui l’ha dedicata alle problematiche relative alla popolazione .
“ Stiamo cercando di procedere con velocità per le casette di legno- ha dichiarato- Secondo la nostra previsione i destinatari delle SAE saranno circa 700 , quando in tutta la regione le domande si aggirano intorno al numero di 1200. Questo rende l’idea di ciò che è accaduto a Camerino dove attualmente si registrano 455 richieste per Sae di cui 101 riferitte alle frazioni. Per posizionare le casette sono state individuate sei aree e la Regione sta organizzando i lavori da eseguire e ha già iniziato le procedure per eventuali espropr; ho già avuto garanzie che il tutto avvenga prima dell’inverno prossimo
quando, se non nella totalià, ma in numero consistente, dovranno essere pronte. Due le aee individuate a Vallicelle, l’una di 2520 e l’altra di 7000 metri quadrati; altra area in località San Paolo Le Cortine, altre due aree a San Paolo Camerino 2 ed infine un terreno a Le Mosse. .
Quanto all'ospitalità delle persone lungo la costa ? Potranno rimanere dove sono alloggiate?. Giovedi avremo risposta ufficiale e posso già dire che sulla carta nessuno dovrebbe essere spostato in altro luogo. Non mi preoccupa tanto un eventuale spostamento ma che tutti abbiano un posto sicuro dove stare e poter mangiare quindi anche qualche piccolo spostamento penso non comporterà grande problema anche se mi auguro che ognuno possa rimanere dovè.
Quanto al patrimonio ecclesiastico e culturale della città, ha concluso il sindaco, massima tutela:” le chiese di Santa Maria in via e san Filippo sono state prese ina carico dal Mibac e così anche la Chiesa di santa Caterina per la quale consegneremo il nostro progetto che verrà seguito per l’esecuzione dei lavori. Ripartono anche appalti per 180 mila euro su alcune strade della città che il sisma aveva sospeso; in queste ore – ha detto Pasqui- abbiamo la certezza che verranno asfaltate diverse vie del quartiere San Paolo, le vie Conti e Stoppoloni, il piazzale Gregorio XII; un tratto di via Casali, gran parte della strada comunale Madonna delle Carceri, la viabilità di accesso alla frazione di Strada, la strada comunale Mestica,; ci occuperemo anche della messa in sicurezza della scarpata e della corte del fabbricato ad uso deposito e officine del comune. Stiamo dunque pensando a rimettere in piedi e in sicurezza la nostra città e dedicando attenzione ai servizi da mantenere in vita ( Giudice di pace e Agenzia delle Entrate) nel contempo,stiamo pensando anche alle manutenzioni necessarie, ritenendo giusto dare seguito agli appalti, pensati in un momento diverso”.
